Posts Tagged ‘SECONDO SENZA GLUTINE’

Pollo all’orientale (improvvisato)

Allora: non è un caso il generico nome ‘all’orientale’: semplicemente, avevo voglia di roba speziata e avevo del pollo in casa, quindi non ho seguito nessuna ricetta, ma ho messo insieme quello che mi piace.

400 g petto di pollo

Mezzo porro

Mezzo bicchiere di mandorle pelate

Una carota

Un mazzetto di funghi pleus

1 cucchiaio di zenzero

Un cucchiaino di miele

Mezzo bicchiere di salsa Tamari (senza glutine)

Un cucchiaio di cumino

Una punta di cucchiaio di noce moscata

sale

olio

salsa Tamari (GF) – che sarebbe la salsa di soya ma senza glutine

Ho fatto un soffritto con olio zenzero cumino, la carota a julienne e i  porri tagliati sottilmente, dopodichè ho aggiunto i funghi pleus lasciandoli interi (erano piccoli), e ho aggiustato di sale in modo da fare un po’ di acquetta.

Una volta asciugatasi l’acquetta, ho aggiunto le mandorle (ne ho a casa quantità industriale portata da mamma) e il pollo in pezzi e ho fatto rosolare. Ho quindi aggiunto circa mezzo bicchiere di salsa Tamari, e ho cotto il pollo per circa 10 minuti. Ho aggiunto a metà cottura il miele.

Il tutto va cotto finchè non si forma una cremina, sughetto delizioso, e va servito tiepido con riso bianco.

A prova di voglie etniche e veramente veloce ;)!!

Classic, revisited: la tagliata di Bollito al Dolcetto

Diciamoci subito due cose:

1) Forse questa, più che una ricetta, è un suggerimento

2) Io odio il bollito, ma così è veramente buono!!!

La prima affermazione è dovuta al fatto che anche questa ‘ricetta’ partecipa al contest ‘Dolcemente Salato’ nonostante non potrebbe mai vincere: solo per vera vera gratitudine per avermi fatto conoscere i prodotti dell’azienda Mariangela Prunotto che sono uno più buono dell’altro!

La seconda, al fatto che ‘sto bollito, a me, non mi è mai calato, mentre a casa mia si faceva abbastanza spesso perchè piace a mio padre.

Mentre invece, adoro la tagliata.

Quindi ho avuto la seguente illuminazione:

due grossi pezzi di bollito di manzo

carote

patate

sedano

cipolla

prezzemolo

sale

olio

Gelatina

Prezzemolo

Gelatina al Dolcetto Prunotto

Parmigiano q.b.

Ho preparato il classico bollito che cuoce una vita, mettendo insieme tutti gli ingredienti per il brodo e poi la carne. Una volta cotta, invece di presentare il classico e triste pezzo di bollito nel piatto, l’ho presentato come una tagliata, l’ho cosparso di parmigiano grattugiato grosso, e di Gelatina al Dolcetto (precedentemente sciolta nel microonde 30 secondi all’intensità minima).

Lasciatevelo dire, è tutta un’altra cosa! Io me lo sarei finito, e non credevo alle mie papille!!!

Questa ricetta partecipa al contest Dolcemente Salato

Come ti riciclo le pappe parte seconda: Tonno di Coniglio

Come già detto in precedenza, dall’inizio dello svezzamento della Pulce ormai girano tonnellate di coniglio in casa…finchè probabilmente lei non sarà abbastanza grande da rendersi conto che sono quei teneri batuffolosi animaletti quindi io devo continuare a cucinarlo in tutte le salse. Questa ricetta l’ho conosciuta la prima volta sempre per ‘colpa’ della Parodi, e l’ho ritrovata nel libro ‘Regali Golosi’ di Sigrid Verbert.  E’ una ricetta tipica piemontese: si chiama così perchè in effetti a guardarlo da fuori sembrano un po’ dei tranci di tonno. E’ buonissima, ed è facilissima….e soprattutto è un’altra proposta della serie ‘Regali Gastronomici‘! Coniglio a pezzi: quanto ne volete fare voi! 1 sedano 1 porro 1 cipolla chiodi di garofano q.b. 1 carota alloro q.b. prezzemolo rosmarino (in verità non c’è nella ricetta originale ma io l’ho messo) sale q.b. aglio salvia pepe verde in grani (anche questo l’ho aggiunto io) olio evo Allora: ho cotto il coniglio in brodo con il sale e con tutte le spezie tranne la salvia e l’aglio. L’aroma di questo brodo speziato tra l’altro profuma l’ambiente in modo incredibile! Una volta cotto il coniglio, l’ho disossato e fatto in pezzi irregolari. Ho preso il contenitore di vetro e ho fatto degli strati alternando coniglio, aglio, salvia e ancora coniglio, aglio, salvia finchè non ho raggiunto quasi il bordo. Io ho aggiunto del pepe verde in grani sopra, ma la ricetta originale non lo prevede. Ho ricoperto di olio – quello ‘bbono’  e ho messo in frigo per qualche ora….ma solo perchè avevo fretta di assaggiarlo…in realtà secondo me mangiato il giorno dopo (ma tirato fuori dal frigo in tempo per farlo arrivare a temperatura ambiente) è molto più buono. Provatelo….io credo che lo proverò anche mischiandolo con il pollo!!

Nigella ha copiato mia mamma: uova a pizza!

Era da tempo che volevo onorare questo piatto che mi accompagna da quando ero piccola, che continuo a fare e che sono sicura propinerò anche a mia figlia non appena potrà mangiare le uova…quando la ormai computerizzata ed internettizzata nonchè faccialibrizzata madre un giorno mi manda un link ad una ricetta di Nigella dal nome esotico (eggs in purgatory) con un commento: ‘e noi che le chiamavamo uova a pizza!’ E allora non ci ho visto più!!
Beh scusa Nigella, ma tu dov’eri quando mia mamma faceva l’uovo a pizza??? E che è sta storia del purgatorio??? Casomai con tutto quel pomodoro dovevano essere all’inferno….
Comunque, per questa volta non ti denuncio per plagio e condivido questa favolosa versione delle uova al tegamino.

4 uova
200 g di passata o polpa di pomodoro
aglio
olio
formaggio (mozzarella? emmenthal? in genere quello che ho in frigo, senza troppi problemi)
origano
sale

Senza essere troppo chef, si scalda l’olio con uno spicchietto d’aglio, e si fa cuocere il pomodoro per qualche minuto. Quando si è un po’ rappreso, aprire le uova e buttarle in padella, salare e coprire con un coperchio. Aspettare che si ricoprano di bianco (in camicia) e aggiungere il formaggio e l’origano. Coprire di nuovo per qualche minuto finchè il formaggio non si è sciolto et voilà!! La vostra pizza di uova è pronta!!
A casa Ciriaco’s la mangiamo ogni 15 gg circa e ci piace sempre tanto.
Nsomma và, Nigella, nun te sei nventata gnente!!!!

Arabian Night @ Ciriaco’s: I falafel in salsa di caprino

piatto arabo senza glutine

Una bella riflessione decisamente off topic per introdurre questo buonissimo piatto etnico: l’ho cucinato in un rilassatissimo pomeriggio in cui mia la Pulce stava nel suo seggiolone a chiaccherare con i suoi incomprensibili versi (in realtà mi stava dettando la ricetta, solo che non capivo) e io riflettevo sul tempo.
Tutti mi dicevano ‘vedrai quando avrai un figlio, non avrai più tempo’. Tra un’ammollata di ceci e una spolverata di cumino, guardando mia figlia di poco più di sei mesi e in un’atmosfera calda e tranquilla, sono arrivata alla conclusione che non è così: è solo che il tempo lo usi meglio.
Sono una che non ama perdere tempo e sprecare le proprie energie, e ho sempre fatto solo quello che volevo: raramente mi si costringe a perdere 5 minuti con una persona con cui non ho niente da condividere.
Ecco, con la nascita di Pulce, semplicemente, il mio tempo che già era prezioso adesso lo è ancora di più. Ed è più pieno di cose bellissime.
Questo pensavo.
E intanto cucinavo:

per i falafel
350 g di ceci secchi
due cucchiai di cumino
un paio di ciuffi di prezzemolo
sale
1 cipolla
2 spicchi di aglio

per la crema di caprino
200 ml di brodo
cipolla
un paio di cucchiai di burro
un paio di cucchiai di farina
100 g di caprino (io ho usato stracchino di capra in realtà)

I FALAFEL sono strafacili da preparare: l’unica cosa è che i ceci vanno ammollati molto a lungo (io li ho tenuti più di 24 ore). Una volta ammollati e lasciati ad asciugare, li ho frullati con il Bimby (temendone la rottura, ma è andata bene :D) a velocità turbo in un paio di minuti.
Ho quindi aggiunto la cipolla, il cumino, il prezzemolo e l’aglio e ho frullato tutto insieme.
La consistenza è come una polenta molto solida, molto facile da lavorare (e per niente appiccicosa).
Ho lasciato riposare l’impasto per un’oretta, dopodichè ho preparato le deliziose piccole polpettine e le ho fritte (io uso olio evo).

Una volta fritte e messe in caldo nella carta assorbente, ho preparato la salsa di caprino:
Ho soffritto la cipolla e il burro, vi ho sciolto la farina e ho aggiunto il brodo. Ho lasciato cuocere a fuoco lenti 10 minuti finchè non si è addensato e ho spento. Ho sciolto il caprino e ho versato in una ciotola (una ciascuno) guarnendo con prezzemolo.

Gente, io i falafel li ho assaggiati solo al ristorante o in rosticceria araba ma…..fatti in casa sono decisamente un’altra cosa!! PROVATELI!! E pucciateli ben bene nella salsa, vi leccherete anche i gomiti!!

La mia ‘collezione’ di serate etniche senza glutine la trovate QUI

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