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Senza formaggio si può: cheese cake di tofu e zucchine

MONDAYS

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La cosa interessante è che pubblico questa ricetta senza glutine senza latte e senza uova una settimana dopo aver reintegrato latte e derivati nella dieta della Celiachinaperamore, con la decisione che il Tofu Vellutato rimarrà comunque tra gli alimenti che mangeremo almeno una volta a settimana! Ho creato questa ricetta una sera che in casa avevo davvero ben poco (le solite ‘quattro cose in croce’ in frigorifero), ed è risultata buonissima sia calda che fredda il giorno dopo!

4 confezioni di Crackers Schar

100 ml di olio di oliva

3 zucchine

1 confezione di Tofu Vellutato (io Clearspring)

cipolla

sale

pepe

La ricetta è semplice e molto veloce. Ho ripassato le zucchine a pezzi piccoli in padella, salandole prima, con un po’ di olio e cipolla, finchè non si sono ammorbidite. Ho quindi aggiunto il tofu per creare il ripieno, ho pepato il tutto e ho mescolato finchè tutto non si è amalgamato bene.

Nel frattempo ho frullato i crackers con l’olio, facendoli diventare un crumble che ho schiacciato bene e livellato sul fondo di una teglia con un cucchiaio.

Ho quindi versato il composto sopra, e ho infornato a 200° per circa 20 minuti, finchè non si è formata una crosticina sopra. L’ho lasciata raffreddare un po’ ma ero curiossissima di come fosse venuta quindi io l’ ho mangiata tiepida (praticamente ne ho finita metà da sola): è molto leggera, ma allo stesso tempo saporita! Il Ciriaco l’ha finita il giorno dopo fredda e ha detto: la puoi rifare! E se lo dice lui….

Ciriaco goes chinese: involtini primavera ai gamberi (light)

involtiniprimaveraIo adoro i ristoranti etnici. Potrei picchiare per un involtino primavera e un riso alla cantonese! Purtroppo andando a cena fuori con il Ciriaco è pressochè impossibile finire in un ristorante cinese: in prontuario non ce ne sono. Quindi, mi armo di santa pazienza e, quando abbiamo voglia di cinese, mi arrabatto come posso per fare qualcosa il più simile possibile al cibo cinese.

L’ultima volta avevo fatto la pasta io: un mazzo incommensurabile per fare i ravioli al vapore! Questa volta ho intelligentemente usato i fogli di riso già pronti: non stanno sul prontuario ma sono di Auchan con ingredienti naturalmente senza glutine e alcune persone celiache che conosco li hanno provati senza conseguenze. Diciamo che mi sono fidata.

10 fogli di riso (Auchan)

verdure a listarelle (germogli di soia, zucchine, verza, carota, cipolle)

gamberti

cipolla

vino

sale

salsa Tamari (unica salsa di soya che conosco senza glutine)

Per prima cosa ho cotto i gamberi, ripassandoli in padella con olio e cipolla, sfumandoli con il vino e sgusciandoli una volta freddi.

Poi ho spadellato la verdura, e quando si è ammorbidita l’ho innaffiata ed insaporita con la salsa Tamari.

L’affare dei fogli di riso è divertentissimo: si ammollano in pochi secondi in aqua tiepida, si mettono su una base e si appoggia il ripieno su un lato. Piegare quindi i fogli in questo modo:

wrapping

Questi fogli di riso sono semplicissimi da usare: si autosigillano e sono semplici da manipolare. Quindi il mio ripieno era: due gamberi, e un chucchiaio di verdure.

La particolarità di questi involtini primavera senza glutine è che sono anche light: ovvero, sono stati cotti al forno! Tutti sanno che odio friggere – notoriamente perchè sono una zappa a farlo – e comunque cerco di evitare le fritture in casa. Ho quindi adagiato i 10 involtini sulla piastra del forno ricoperta da carta forno, li ho spennellati di olio e li ho cotti a 180° finchè i fogli di riso non sono diventati croccanti. Si!!! Diventano croccanti!!! Esattamente come quando li friggete!!! Vabbeh, quasi.

Però vi assicuro che sono buonissimi e non vi fanno sentire la mancanza di quelli del ristorante cinese! Li ho serviti con degli spaghetti di zucchine con mazzancolle (prima o poi posterò anche quelli)….e ovviamente accompagnati da salsa tamari.

Provateci!!!!!

Un aperitivo Dolcemente Salato: cremino di salmone e feta su poltroncina di parmigiano

Un pomeriggio comico, è stato, ieri.

Sono settimane che mi scervello per creare chissà cosa per il contest ‘Dolcemente Salato’ di Arricciaspiccia e uno dei prodotti (spettacolari!!!) che l’Azienda Prunotto mi ha mooolto gentilmente inviato, e alla fine ho messo insieme tre ingredienti semplicissimi ma che mi hanno fatto impazzire, insieme!

Ero partita per fare tutt’altro (una ricetta che avevo in mente con il caprino, ma forse farò in tempo a farla), ma la Pulce strepitava e me ne stavano capitando di tutti i colori…l’unica cosa che ero riuscita a fare con calma era il ‘contenitore’ di parmigiano, che era il mio punto fisso per la ricetta…quando mi sono guardata intorno (nel frigo per essere precisi) e ho avuto un’illuminazione!

1 confezione di  affumicato

1 confezione di feta

parmigiano grattugiato q.b.

Gelatina Balsamica Prunotto (si!!! gluten free!!!)

La ricetta è tanto semplice, quanto buona:

Innanzitutto, come dicevamo, ho preparato le basi di parmigiano, sciogliendo un cucchiaio e mezza circa per volta su una crepiera di ghisa. Va sciolto in forma circolare (ci si aiuta con un semplice cucchiaio di legno a dare la forma che si vuole), e quando si è omogeinizzato miracolosamente, si lascia raffreddare poco poco e si toglie delicatamente con una spatola. Sarà ancora malleabile e gli si può dare la forma che si vuole: io ho fatto una sorta di poltroncina, lasciando un lato aperto per far vedere cosa c’era dentro!

Dopodichè, ho messo su un piatto una fetta di salmone, ho tagliato delle fettine di feta tutte dello stesso spessore (circa 0,8 cm) e le ho sistemate tutte sulla fetta di salmone, e ho ricoperto con un’altra fetta di salmone. Ho fatto in modo che aderisse tutto bene schiacciando piano con le mani, e con una formina da biscotto non troppo piccola (io ho usato quello quadrato), e ho tagliato dei piccoli quadratini: il nome viene quindi dalla somiglianza con il mitico cioccolatino ripieno e quadratino!!! :)

Ho adagiato i cremini sulle ‘comode’ poltroncine di parmigiano, ho aggiunto sopra una punta di cucchiaino di gelatina….e MIRACOLO! L’accostamento ha funzionato! Era buonissimo: la gelatina balsamica stempera benissimo il gusto molto salato di feta e salmone, e il particolare del parmigiano da a tutto un tocco aromatico.

Non è finita qui…perchè mentre cercavo di fare una foto decente con mia figlia in braccio (è mai possibile??? No, infatti, non è possibile) lei aveva deciso che non se ne parlava proprio…quindi ho dovuto trovarle un simpatico passatempo per farla stare seduta e distrarla…beh, ho finalmente avuto successo con questo (w il riciclaggio!):

Con questa ricetta partecipo al contest DOLCEMENTE SALATO di Arricciaspiccia

Il cibo del demonio: i supplì alla nduja!

 

No, non ho dimenticato di togliere la carta assorbente rovinando la foto: è proprio che questa ricetta è così: NORANTE’, come dice il Ciriaco.Sappiate che nel momento in cui sto scrivendo questo post sono a dieta ferrea da 3 giorni, pensate la sofferenza. Però la devo assolutamente condividere!’G

La COLPA (bada bene, non il merito) della scoperta di queste bombe caloriche è della Temibile Vale, la quale un giorno mi ha segnalato questa rosticceria sotto casa nostra che ormai era diventata meta delle mie merende (parliamone: due supplì alla nduja di pomeriggio ti rimettono al mondo!) e questi supplì erano diventati una vera droga. Però il senso di colpa nei confronti del Ciriaco mi attanagliava e quindi, un sabato mattina, complice la visita dell’amica Annetta e del riso avanzato da un timballo che posterò a giorni, preparo questi cosi tremendi.

E’ facile, facilissimo.

per 6 supplì

100 g di riso (ho usato quello da risotto)

polpa di pomodoro ca. 150 g (ma anche di più, il sugo dev’essere tanto)

una fettina di nduja (marca MADEO senza glutine)

cipolla

olio

sale

mozzarella a tocchetti

pangrattato (ho usato Pandea)

olio per friggere (ma io uso sempre evo)

Facile, facilissimo: si prepara il soffritto di cipolla e vi si scioglie la fettina di nduja, finchè le cipolle non si ammorbidiscono e si colorano di rosso, dopodichè si aggiunge la polpa e il sale, e si cuoce il sugo normalmente.

Nel frattempo si cuoce il riso al dente. Una volta cotto si condisce con abbondante sugo e si lascia raffreddare. Nel mio caso, avendo usato il riso anche per il timballo, ho aggiunto del parmigiano ma ovviamente non è nella ricetta tipica del supplì (però ce stava eccome se ce stava!).

Una volta raffreddatosi il riso, si forma una base nell’incavo della mano, si aggiunge un pezzo di mozzarella e si chiude con un’altra base di riso, chiudendo tutto a palla.

AVVERTENZA: Bisogna stare attenti alle pulci di 9 mesi che stanno esplorando il mondo….

Ancora una volta, vanno lasciati riposare un pochino….anche solo 10 minuti. Poi gli si dà la forma che si vuole (schiacciati, allungati…come vi pare), si passano nel pangrattato, e si friggono finchè sono dorati.

Ragazzi, una cosa strepitosa: viene fuori un supplì piccantino all’aroma ndujoso….una cosa da sturbo!!!

 

Come ti riciclo le pappe parte seconda: Tonno di Coniglio

Come già detto in precedenza, dall’inizio dello svezzamento della Pulce ormai girano tonnellate di coniglio in casa…finchè probabilmente lei non sarà abbastanza grande da rendersi conto che sono quei teneri batuffolosi animaletti quindi io devo continuare a cucinarlo in tutte le salse. Questa ricetta l’ho conosciuta la prima volta sempre per ‘colpa’ della Parodi, e l’ho ritrovata nel libro ‘Regali Golosi’ di Sigrid Verbert.  E’ una ricetta tipica piemontese: si chiama così perchè in effetti a guardarlo da fuori sembrano un po’ dei tranci di tonno. E’ buonissima, ed è facilissima….e soprattutto è un’altra proposta della serie ‘Regali Gastronomici‘! Coniglio a pezzi: quanto ne volete fare voi! 1 sedano 1 porro 1 cipolla chiodi di garofano q.b. 1 carota alloro q.b. prezzemolo rosmarino (in verità non c’è nella ricetta originale ma io l’ho messo) sale q.b. aglio salvia pepe verde in grani (anche questo l’ho aggiunto io) olio evo Allora: ho cotto il coniglio in brodo con il sale e con tutte le spezie tranne la salvia e l’aglio. L’aroma di questo brodo speziato tra l’altro profuma l’ambiente in modo incredibile! Una volta cotto il coniglio, l’ho disossato e fatto in pezzi irregolari. Ho preso il contenitore di vetro e ho fatto degli strati alternando coniglio, aglio, salvia e ancora coniglio, aglio, salvia finchè non ho raggiunto quasi il bordo. Io ho aggiunto del pepe verde in grani sopra, ma la ricetta originale non lo prevede. Ho ricoperto di olio – quello ‘bbono’  e ho messo in frigo per qualche ora….ma solo perchè avevo fretta di assaggiarlo…in realtà secondo me mangiato il giorno dopo (ma tirato fuori dal frigo in tempo per farlo arrivare a temperatura ambiente) è molto più buono. Provatelo….io credo che lo proverò anche mischiandolo con il pollo!!

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