Skiathos capitolo secondo: I nostri eroi

foto uccello spiaggia

foto grecia skiathos isola deserta uccello
the guardian bird in Aligaries
Inserito originariamente da sciabby

Dov’eravamo rimasti?
Ah già….al terzo giorno di vacanza. La mattina ci si risveglia con in mente un’impresa segnalata dalla onnipresente ed umidiccia Routard, ovvero raggiungere la spiaggia deserta di Aligaries.
I compilatori della suddetta guida hanno però omesso di aggiungere: se è deserta, ce sarà un motivo!
C’è, c’è il motivo. E il motivo è lungo 6 chilometri, è pieno di curve ed è completamente sterrato ed impraticabile anche con un 125.
Ma noi vogliamo la spiaggia deserta!
Il percorso, a parte un guado praticamente infestato dai coccodrilli, preferisco rimuoverlo dalla mia memoria….
…il momento indimenticabile, invece, sono le conseguenze della mattina dopo.
Io con un’infiammazione al nervo sciatico tale che non riesco ad alzarmi dal letto ed una volta in piedi, sono fissa a 90°.
Lui – compagno di vita e di viaggi, nonchè pilota di scooter della domenica (anzi, solo in vacanza), con un attacco di dermatite come pochi nella sua vita.
Potevamo rimanere a casa? In un isola come Skiathos?
Ma nooooooooo!
Una colazione nutellosa e i nostri due nuovi Supereroi – Screpolino e Sciatichella (amichevolmente ribattezzati Screp & Sciat, che fa molto Starsky & Hutch), combattono di nuovo contro il feroce vento del Nord, inforcando il loro potente mezzo e in cerca di nuove avventure.
Prossima sfida: trovare due lettini liberi e un ombrellone.
E fanculo le spiagge deserte!

Skiathos capitolo primo: ma non dovevamo andare al mare?

foto vacanza turista mare isola greca
Odore di resina e di ulivi.

Verde, tanto verde.

L’immancabile vento del nord, il mèltemi, ancora una volta s’è svegliato incazzato.

E tu, dall’alto, con il tuo motorino scassato a noleggio (perchè nel frattempo l’hai cambiato tre volte, il suddetto motorino), sei una piccola formichina che cerca di raggiungere la spiaggia perfetta -no, quella no! troppi lettini! no quell’altra no! troppo facile arrivarci!- che, ovviamente non esiste.

Quindi, via dalla strada asfaltata e su!!!! Per tutte le strade sterrate di Skiathos! (chissà come mai sembra un’imprecazione greca…e invece no, è il mio nervo sciatico che parla!)

Ma la ricerca della spiaggia perfetta – the QUEST, è uno stile di vita. Ci hanno dato le indicazioni su quali spiagge vedere, dove andare, dove mangiare? Bene, scordiamocele, e avventuriamoci negli angoli più irraggiungibili dell’isola perchè ‘a spiaggia ci devo essere solo io’.

Ovviamente, non ad ottobre, ma la prima settimana di agosto!

Vi state chiedendo come finirà? I nostri eroi (di cui avrete dettagliata descrizione nel prossimo post) faranno una brutta, bruttissima fine….

foto  turista gesto dell'ombrello

…to be continued….

Team building: Quello che le facce non dicono


foto team building mani

Reduce da una impegnativa giornata ‘campagnola’, non riesco a smettere – da qualche ora – di fare le mie riflessioni sulla diversità umana.
Da sempre osservo le persone…mi piace osservare chi conosco ma anche gente che non ho mai visto, e mi incuriosisce molto vedere i diversi comportamenti nelle stesse situazioni. Insomma, nella mia testa c’è una specie di zoo mentale in cui metto in una gabbia praticamente tutti :)
Oggi è stata una bella giornata al mio zoo!!!!
Il team building è stato veramente divertente, ma mi ha sorpreso come dei semplici giochi possano tirar fuori dalle persone le loro caratteristiche in modo molto chiaro. Certo, lo so che è stato inventato per questo, ma sono rimasta davvero impressionata da come nel giro di pochi minuti ogni persona si comportava nel gioco ESATTAMENTE come mi sarei aspettata nella vita (in questo caso lavorativa) di tutti i giorni, in cui ho imparato a conoscerla. Ho visto colpi di genio, improvvisazioni, fiducia negli altri e totale individualismo, menefreghismo o voglia di primeggiare, confusione o organizzazione….
….ma dove finisce il gioco e comincia la realtà, quella in cui dobbiamo guardare in faccia queste caratteristiche e iniziare DAVVERO a migliorarle?

L’ultimo giorno di scuola

foto tuffo libertà

foto tuffo libertà
Fearless
Inserito originariamente da sciabby

Mi sento come se mancassero pochi giorni alla fine della scuola.
Lo so, lo so che ho 37 anni suonati e che il suono dell’ultima campanella è ormai un lontano ricordo….
Ma come può non essere inciso nella mia memoria il momento del primo bagno dopo la fine della scuola?
La sensazione di essere finalmente libera e figlia dell’elemento acqua?
(Apro parentesi : finalmente ‘de che’, visto che dopo tre mesi ricominciava l’inferno e libera ‘de che’ visto che dopo anni e anni non solo gli esami non finiscono fai ma io sono sotto la lente d’ingrandimento ogni fine mese? Chiudo parentesi)
Acqua fresca, limpida, che mi ricorda tanto quando ero senza pensieri (ecco si…giusto nel ventre di mia madre, o forse neanche lì?)…..
Niente, neanche se mi sforzo riesco ad essere poetica oggi, sono troppo stressata. Meglio fare della sana ironia!!!!
E allora, che l’obiettivo di questo mese si raggiunga o meno, non vedo l’ora di tuffarmi! Cambierà solo la spontaneità della cosa….(lo farò da sola o sarà per via del calcio in xxxx che mi darà il mio capo a fine mese?)
Attendo fiduciosa.

Paura di volare

foto volo uccello

foto volo uccello
quietly taking off
Inserito originariamente da sciabby

Sto leggendo un libro sulla paura di volare.
No, non quel romanzo semi rosa famoso….ma un libro che parla del perchè si ha paura di prendere l’aereo.
Nella mia vita ho preso tantissimi arei e nel mio periodo (come direbbe un mio amico) ‘metrosexual’ sono arrivata a prenderne anche 60 all’anno. C’è chi ne prende molti di più, è vero, ma per me erano tanti. Era stressante ma amavo volare, amavo il mio lavoro, amavo stare ‘tra le nuvole’ e mi godevo ogni momento del volo.
Da qualche tempo a questa parte qualcosa è cambiato, e non mi so spiegare come da quella che ero sono diventata ‘quella che se può preferisce prendere il treno’, ‘quella che preferisce sedersi dal lato corridoio’ (e dire che il finestrino era il mio posto preferito)…quella a cui io stessa avrei detto ‘ti stai facendo vecchia, bella!’.
Scopro invece (ma ne avevo un vago sentore), che ‘la paura di volare è nella testa, non sull’aereo’.
La verità è che dietro quest’ansia se ne nascondono altre, e che è più facile -secondo l’autore – concentrarle su un terreno circoscritto che affrontare le vere grandi paure della nostra vita.
Il libro è ben fatto, non so quanto possa funzionare su gente che -al contrario di me – su un aereo comunque non ci mette mai piede, e comunque preferisco pensare che la mia paura di volare dipende, in fondo, da una cosa bellissima: la consapevolezza di essere felice, e la paura di non esserlo più.

Nota: il libro è ‘Mai più paura di volare’ di Luca Evangelisti

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