Un tuffo nel passato

                                                                                                                                               foto bottoni vintage

negozio vintage bottoni
Granma’s
Inserito originariamente da sciabby
Ho passato uno dei più indimenticabili fine settimana della mia vita.
Firenze la dai un po’ per scontata, ti aspetti di fare un giro per il centro e vedere cose già viste nei libri di storia dell’arte, nelle cartoline, in tv. Ti sembra di conoscerla già, insomma.
Ma, grazie ad una guida capitatami per caso tra le mani, l’ho vissuta in modo del tutto inaspettato…
Le ‘solite cose’ – Piazza della Signoria, gli Uffizi, Ponte Vecchio, sono stati dei semplici punti di passaggio (quasi di sosta, visto che sono stati i pochi momenti in cui ci siamo fermati e seduti, esclusi i pasti ovviamente!) in un itinerario durato un giorno e mezzo.
Un giorno e mezzo in cui abbiamo girato per vicoli, visto botteghe, mercatini stranissimi, esplorato l’OltrArno che viene spesso trascurato. Abbiamo visto una Firenze antica ma non nel senso medievale o rinascimentale che spesso si attribuisce a questo aggettivo riferendosi a questa città: ogni angolino ci riportava indietro nei ricordi di quando eravamo piccoli (un esempio è la favolosa boutique vintage Nadine), e ci dava un sensazione di ‘pescare’ immagini dalla memoria che avevamo chiuso in una scatola.
E’ difficile da spiegare, bisogna viverle, queste cose.
Un viaggio è fatto dalla destinazione, ma altrettanto importante è chi viene con te. Nel mio caso è anche il mio compagno di vita, che fortunamente è anche un grande compagno anche di viaggi, che riesce a stupirsi e meravigliarsi anche delle cose più semplici e che ne sa fare ricordi indelebili.
Che meraviglia!

Altre foto qui

December Mood

                                                                                                                                           foto colazione natale


foto palle natale
Xmas balls 4 breakfast
Inserito originariamente da sciabby
Dicembre è proprio il mio mese preferito.
Prima di tutto, è’ il mese in cui sono nata…la cosa ha anche dei contro (in genere l’economia che amici e parenti fanno sui miei regali, ma quello è un problema comune a tutti i dicembrini!), ma in linea di massima ho la sensazione che tutto il mondo si stia preparando non al Natale ma al mio compleanno! Mi piace pensare che stiano addobbando case e strade e città in mio onore….sono sempre stata un po’ megalomane.
Poi, con dicembre termina l’anno, e rinnova la sensazione di energia e onnipotenza che accompagna l’inizio di ogni cosa di nuovo. Dura poco….più o meno una settimana, il tempo di tornare a lavoro e di farsi mandare a pxxxxxx tutto lo spirito zen assorbito nelle vacanze. Però quel poco che dura, me lo godo.
E’ freddo e caldo allo stesso tempo….fuori si gela ma dentro le case e dietro le finestre ho la sensazione che sia pieno di ‘focolari domestici’ che scaldano il cuore e mi fanno diventare ottimista nei confronti della vita. In realtà lo sono sempre, ottimista, ma l’ottimismo dicembrino è il più simpatico di tutti!
Ho dato il via ufficialmente al mio mese di Dicembre stamattina, alle 10, da Ikea. Era orario di apertura e non c’era praticamente nessuno, giravo per i corridoi con le canzoncine natalizie in sottofondo….
Ho davanti 27 giorni di positività.
Vi prego, non me li rovinate!!!

Un sabato mattina, un libro

                                                                                                                                                                                 foto libro relax

foto libro relax
uncomfortable reading
Inserito originariamente da sciabby
Non capitava da un po’ di fermarmi il sabato mattina.
Di solito è la giornata in cui ‘stacco la spina’ ma in realtà faccio molte più cose che in una settimana intera.
Questa mattina invece, una combinazione di fattori atmosferici (pioggia a dirotto), fisici (mal di pancia) e umorali (‘ma chi me la fa fare a sbattermi?’) mi ha regalato due orette piene di sentimento.
Non mi commuovevo così dai tempi di ‘The catcher in the Rye’ di Salinger (il protagonista ricorda un po’ Holden, in effetti), mi sono scese addirittura le lacrimucce un paio di volte…
…e la sorpresa non è che io sia una piagnona (perchè lo sono), è che mi sono commossa per un libro di Ammaniti.
Cioè, il visionario Ammaniti! Quello che non resiste un capitolo senza che succeda qualche omicidio assurdo-comico!!
Avrete capito che stamattina, allungando la mano da sotto il piumone esponendo meno pelle possibile al freddo, ho trovato “Io e te” del mio amato Niccolò.
Aspettandomi niente (avevo letto velocissimamente le poche righe di presentazione comprandolo di corsa insieme ad altri tre libri), ho invece trovato un personaggio incredibile che mi ricorda allo stesso la parte + recondita di me stessa, un po’ di mio fratello, un po’ del mio compagno, e un po’ di quello che a volte vorremmo essere tutti noi quando fuori c’è qualcosa che non vorremmo affrontare.
La storia è breve, ma intensissima.
Nel mio caso ha toccato dei tasti molto sensibili – ognuno ha i suoi-….ma in poche pagine mi ha veramente smosso qualcosa dentro.
Questa non è una recensione, non sarei in grado di farne una (e poi Ammaniti non ha certo bisogno della mia opinione)…è solo un tentativo di fermare con le parole una sensazione che non provavo da tempo…quella di aver trovato in un libro non una storia, ma un’emozione vera.

Le mie fotofissazioni parte 3: le mani

                                                                                                                                                        foto mani pianoforte

foto mani pianoforte
softly
Inserito originariamente da sciabby
Ci si metteva spesso a ridere quando, tra amici (una volta, quando eravamo giovani), si discuteva su ‘qual’è la prima cosa che guardi in un uomo/una donna’.
Sguardi che si accendevano all’improvviso, sottotitoli che dicevano “le peggio cose”, frasi iniziate e mozzate subito (il c no le t no asp) per poi svanire sottovoce, con gli occhi pieni di ipocrita tenerezza, in un banale: gli occhi.
O le mani.
Ma per favore!
Ognuno guardasse quello che vuole.
Io, però, sto in fissa con le mani davvero. Raccontano storie, vivono di vita propria.
Se qualcuno per esempio provasse a fotografare le mie, verrebbero fuori sempre foto mosse. Non solo parlano al posto mio, a volte pensano anche…come quella volta che hanno messo il telecomando in lavatrice, o la crema per le mani al posto del dentifricio. Ok, forse pensare è una parola grossa, diciamo che agiscono d’istinto (suicida).
Comunque, visto che le mie si muovono sempre, fotografo quelle degli altri……le osservo, mentre si rilassano, mentre lavorano, in un momento di gioia e un altro di tensione.
E comunicano così tanto, che non è neanche necessario alzare lo sguardo e vedere a chi appartengono.

Promesse da velina

                                                                                                                                                                                                                                          foto zucca torta ricetta

Avete presente quando a Striscia La Notizia, quando arrivano delle nuove veline, fanno loro promettere di non fidanzarsi mai con i calciatori?
E loro fanno la parte di quelle che si terranno lo stesso fidanzato delle elementari (in genere senza una lira, modello due cuori e una camera in ostello) fino alla fine dei loro giorni, dopodichè, PUNTUALMENTE, 6 mesi dopo (se va bene), le vedete paparazzate con il calciatore di turno, magari anche un po’ rude.
Beh, quando l’amica Fra ha postato il suo primo resoconto culinario sul suo blog, ho avuto la stessa sensazione: TRADIMIEEEEEEEENTO!
Niente contro i blog di cucina, che ADORO e che mi salvano quando mi prendono gli attacchi di sindrome da moulinex della domenica e devo decidere cosa cucinare in 10 minuti con 3 cose in frigo ma….
…a quanto pare, ‘sti blog di cucina, TIRANO.
E chi può saperlo meglio di lei? Quindi ‘famo a fidasse’…e perdoniamola. In fondo non lo fa per soldi, ma perchè si rilassa e si diverte.
E come biasimarla? Domenica scorsa ho passato 4 ore (che sono volate) a produrre cibarie di qualsivoglia colore e consistenza e alla fine, in effetti, mi sono sentita…come se tutto lo stress della settimana si fosse vaporizzato in forno, ecco.
Insomma, Fra, ti perdono per esserti venduta per qualche click in più.
Ma prometto solennemente di continuare a scrivere di tutto fuorchè di ricette.
Questa sarà l’unica foto in tema che vedrete su questo blog.
E speriamo che non sia una promessa da velina!
EPILOGO DEL 5/12/2012: paradossalmente, questo post facente parte del blog Casualmente Apposta, è stato inglobato da Celiaca per Amore. Altrimenti detta, Velina.

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