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La cena del rientro: Torta salata alla farina di castagne

Venerdì ore 19: torno a casa dopo due giorni di lavoro a Milano, entro congelata dentro casa e – come succede in giorni come questo, soprattutto di venerdi – nel frigo c’è l’eco.
A Milano faceva freddissimo, a Roma di più….avevo bisogno di qualcosa di confortante, veloce e invernale.
Butto l’occhio sul pacco di farina di castagne e ‘riciccio’ una ricetta vista in un vecchissimo allegato di ‘Anna’ (tempi dell’università…preistoria ormai), che è questa (con alcune modifiche):
300 g di farina di castagne (Agrimola è glutenfree)
1,5 dl di acqua
200 g di spinaci (in realtà la ricetta originale vuole la bieta)
250 g di ricotta
100 g di parmigiano
125 g di mozzarella
1 uovo
sale
pepe
In realtà è una classica torta salata, è solo la base che è diversa: farla con la farina di castagne, che si impasta davvero in un attimo e non va lievitata, fa sì che sia una cosa molto veloce.
Ho impastato i 300 g di farina con 1,5 dl di acqua, e ho aggiunto un po’ di sale. Ho stirato la pasta sulla teglia, l’ho bucherellata e l’ho infornata per 10 minuti a 200 gradi (il mio forno è ventilato).
Nel frattempo ho mischiato gli spinaci cotti al vapore con la ricotta, il sale, il pepe, l’uovo e il parmigiano.
Ho tirato fuori la base dal forno, l’ho ricoperta di fette di mozzarella, e infine ho versato il composto.
Il tutto per altri 10 minuti, sempre a 200 gradi.
La volevo fare da un po’, ed è buonissima, ma secondo me -dato che la base con la farina di castagne rimane comunque dolciastra, va fatta una modifica al ripieno aggiungendo qualcosa di molto saporito (tipo un po’ di salsiccia, o della mortadella)! La prossima volta…. :-P

The last minute cake: Torta di carote e nocciole

                                          torta facile e velocissima senza lattosio

Questa torta è il tipico esempio di cosa si fa per disperazione quando il Ciriaco – a metà pomeriggio di metà settimana, dopo un weekend senza 5 minuti di riposo (e di conseguenza neanche il tempo per fare la spesa), ti comunica di avere accettato un invito a cena dallo zio che fa la polenta.
Ok. Tralasciando il fatto che io non dovrei mangiare carboidrati la sera ma a quanto pare c’è un complotto nei miei confronti, tralasciando il fatto che dovevo svegliarmi all’alba (e infatti sto scrivendo dal Freccia Rossa Roma Milano delle 8.00…)…un invito a cena dallo zio non si rifiuta mai. MAI.
Insomma, che fare quando sei tornata dal lavoro e hai un’ora per preparare qualcosa da portare a cena, e in frigo ti fanno ciao con la manina solo un (triste) pacco di carote julienne e delle uova? Apri la dispensa e piangi quando vedi solo un sacchettino di nocciole tritate che hai comprato per Natale? Eh, cosa fai?
Lavori di fantasia, ecco cosa fai!
L’unico dolce che potevo fare era la torta di carote e nocciole!
Io la adoro, e mi piace ancora di più in questa versione LIGHT (senza lattosio e senza burro)!
180 g di farina (Mix dolci Schar)
100 g di zucchero
200 g di nocciole tritate
250 g di carote julienne
200 ml di latte di soya (Alpro)
3 uova
mezza bustina di lievito (Easyglut)
mezzo bicchiere di olio d’oliva
cannella
Di corsissima, mixo tuorli e zucchero, aggiungo il latte di soya, e poi la farina e la cannella. Verso l’olio e continuo a mixare con la frusta elettrica. Poi è il turno delle nocciole e del lievito. Salvo la busta di carote julienne strappandola ad una fine indegna, e la verso nel composto. Ho sempre l’impressione di fare un’insalata in questo momento, ma ogni volta mi ricredo quando assaggio il risultato!
La fase finale è l’aggiunta degli albumi montati a neve.
Il forno, l’avevo acceso per disperazione appena entrata in casa ancora prima di sapere cosa fare, quindi era a circa 200°, e il dolce era pronto in 15 minuti.
Totale: 25 minuti di preparazione!
La faccia dei commensali quando hanno saputo che la torta era fatta con le carote (‘una torta di nicchia’, ha commentato il cugino Jack): impagabile!

Sushi Night @ Ciriaco’s!

                                          sushi senza glutine

The rolls rock!!!

La premessa è che finalmente ho trovato una benedetta salsa di soya senza glutine. Ce l’avevo in casa da un po’ e meditavo di fare il sushi da tempo….
Sabato è stato uno di quei DEPRESSION DAYS che ogni tanto capitano (in genere dopo settimane devastanti): ci siamo guardati in faccia con l’espressione ‘vorrei uscire ma anche no’, e il Ciriaco ha sentenziato: facciamo il sushi, ti aiuto io.


come per miracolo…



Vabbè.
Tralasciando il fatto che ha semplicemente squartato l’avocado, vado e vi riassumo la mia versione casalinga del sushi.

lo squartamento dell’avocado ad opera del Ciriaco

L’ho imparato nelle mie trasferte solitarie a Londra, passando le ore davanti a quei poveri cristi che stanno in mezzo al nastro che trasporta i piatti, e mi è venuto bene sin dalla prima volta. L’unica cosa è che, per comodità e anche un po’ per paura, invece del pesce fresco, uso quello affumicato (tonno o salmone).
Il procedimento è un po’ noioso….intanto ecco gli ingredienti:

500 g di riso per sushi (io ho usato Nattura -nonostante rimi con jattura)
300 g di salmone affumicato
2 uova
1 avocado
2 carote
70 ml aceto di mele
alghe nori Arnaboldi (certificate gluten free n. 65 in questa pagina)
zucchero
uova di lompo (per decorare)
Salsa di soya (la gluten free è la salsa Tamari …io ho trovato questa da Celiachiamo)
Una stuoietta da sushi (altrimenti detta ‘tovaglietta di bamboo’…ma somiglia ad una stuoia da spiaggia per Barbie)

Cominciamo!
Il riso: va sciacquato in una ciotola finchè l’acqua diventa limpida (il che vuol dire almeno una quindicina di volte, buttando l’acqua ogni volta), e il riso diventa VERAMENTE BIANCO.
Dopodichè, va lasciato a mollo almeno 20 minuti.
In una pentola, va aggiunta tanta acqua quanto pesa il riso, + il 20%: quindi, per 500 g, vanno 600 ml di acqua. Il riso si fa cuocere a coperchio chiuso, finchè tutta l’acqua non si è assorbita.
Mentre il riso cuoce, si sciolgono due cucchiai di zucchero nell’ aceto di mele (che in realtà dovrebbe essere aceto di riso), e un po’ di sale. Fatelo a fuoco basso in un padellino!
Si mette a riposare il riso su un piano o in una ciotola molto ampia, e si versa il preparato con l’aceto di mele.

Il ripieno: Nell’attesa, se si dispone di un Ciriaco che fa a listarelle l’avocado è meglio, altrimenti fatevelo da soli :D.
Sia l’avocado che le carote (preventivamente scottate) vanno tagliati a listarelle
Con le due uova si prepara una frittatina sottilissima.

La parte complicata:
Ho imparato dai poveri cristi di cui sopra a ricoprire la tovaglietta di bamboo con la pellicola (provateci senza una volta, e capirete perchè…).
Una volta pronti, bagnatevi le mani con l’acqua (e fatelo spesso, da una ciotola che terrete sul tavolo) e cominciate:
per i ROLLS: uno strato di riso, uno strato di alga. Si può mettere anche un velo di mayonese tra il riso e l’alga, se si vuole. Poi, posizionare al centro il ripieno: ad esempio: il salmone o la frittatina, e poi, in lungo sul lato corto (vedi foto) le listarelle di avocado e di carote.

litigando con il ripieno

Bagnare le estremità delle alghe (sono ‘autoincollanti’), e cominciare ad arrotolare la tovaglietta su se stessa, in modo molto graduale:

adesso ti arrotolo io!

E poi, se si vuole, si ricopre il roll di sesamo o (come in questo caso) di simpatiche e colorate uova di lompo). Si può ricoprire anche con una fetta di salmone

adesso si che sei bello!

Per i MAKI si fa l’inverso: la base è una listarella di alghe, si mette al centro poco riso, e poi il ripieno.
Deve venire un rotolino molto piccolo, quindi non bisogna mettere molto ripieno.

i maki

Una volta arrotolato tutto il riso a vostra disposizione, tagliate i rotoli in pezzi uguali. Sono così carini :)

Cronaca semiseria di un esperimento: la pasta frolla senza grassi

                                           biscotti senza grassi

Ogni tanto faccio delle cose strane, sono fatta così!
Ieri, dopo aver letto il post di Felix con i biscotti a cuore, mi sono detta che dovevo fare il miracolo: provo a fare i biscotti con zero grassi. Perchè oltre alla celiachia, in famiglia c’è anche un vago sentore di colesterolo alto. Ve l’ho già detto altre volte, nun se famo mancà gnente.
Quindi ho messo insieme:
300 g di farina Mix B Schar
100 g di zucchero
1 uovo intero + 3 tuorli
70 g di yogurt greco zero grassi
scorza di limone grattugiata
cannella
1 banana
Vi starete chiedendo perchè sto in fissa con le banane, tanto da infilarne una anche nei biscotti.
Il giorno che lo scorprirò, ve lo farò sapere!
Dicevamo, comincio il solito procedimento, mettendo in una ciotola solo 300 dei 400 g di farina (poichè non sapevo come sarebbe andata a finire) e lo zucchero, aggiungo le uova e fin qui tutto bene….
…poi verso mezzo vasetto di yogurt greco. L’impasto diventa viola e scoppia tutto! Scherzo.
Continuo a mescolare e intanto mi deprimo pensando che è stata una cattiva idea….e che non diventerà mai come la pasta frolla vera.
Poi aggiungo un po’ di farina e…..miracolo! E’ lei, la consistenza è giusta…la mia reazione è stata più o meno:
Aggiungo un bel po’ di scorza di limone e di cannella.
Non contenta del primo miracolo, decido di fare il doppio carpiato con avvitamento e salto mortale.
Aggiungo la banana schiacciata. Comincio a pensare di aver rovinato tutto, ma aggiungendo ancora farina la consistenza si aggiusta e viene fuori, signore e signori, la pasta frolla alla banana.
Li ho cotti per circa 12 minuti in forno ventilato a 180°.
Il sapore è molto particolare e aromatico, sono molto leggeri e croccanti!
Ho fatto i cuoricini perchè tutti i bloggers si stanno sbizzarrendo per San Valentino e non voglio essere da meno!!! Ma ovviamente il Ciriaco se li è già finiti, ai dolci non resiste.
Vabbè, però mi sa che un po’ di olio nella prossima volta ce lo metto… :D

Minicrumble di banane

                     dolcetti alla banana

Ahhh, che bei ricordi!
La prima volta che ho assaggiato un crumble di mele non è stato -come si può immaginare- in Inghilterra bensì a Barcellona, durante uno dei miei frequenti viaggi di lavoro. Non sono mai riuscita a farmi dare la loro ricetta ‘segreta’, ma da allora sperimento ogni tanto, alla ricerca del perfetto crumble. Che deve essere leggermente croccante ma sciogliersi in bocca immediatamente, facendo riemergere ricordi d’infanzia :D
Ovviamente, adesso è il perfetto crumble senza glutine :)
Stasera siamo invitati a cena della mia amica Chiara (che ha ricevuto dalla sottoscritta l’onorificenza di ‘Amico del Celiaco 2010′ per via delle sue cene per 30 persone – compreso il Capodanno – completamente gluten-free)…
Insomma, lei e VBP (fedele compagno di cucina gluten free per amici Ciriaci) si meritavano decisamente un buon dolce.
Quindi, ho preparato dei minicrumble di banana (2 a persona, oh, sono a dieta io e quindi tutti quanti devono soffire!), con questi ingredienti:

BASE
pastafrolla della zia con le seguenti dosi, con il mix di farine naturali

300 g di farina

2 tuorli + 1 uovo intero (grandi)

100 g di zucchero
100 g di burro
1/2 cucchiaino di lievito

RIPIENO
3 banane
3 cucchiai di zucchero
1 cucchiaio di cannella
pinoli (3 o 4 per minicrumble)
succo di limone

CRUMBLE
1 bicchiere di farina gf
1 bicchiere di zucchero
50 grammi di burro
2 cucchiai di cannella

Ho preparato la mia solita pastafrolla, e ho preparato nei pirottini delle minibasi, su cui ho aggiunto un cucchiaio di banane a pezzetti ( precedentemente marinate con succo di limone e zucchero), e qualche pinolo.
Per il CRUMBLE, ho sciolto in un pentolino il burro a fuoco bassissimo, ho aggiunto la farina, lo zucchero e la cannella. Bisogna mescolare continuamente, finchè non si formano dei molliconi (crumbles, appunto) di composto. Ho tolto il composto dal fuoco e l’ho lavorato con una forchetta per far diventare i ‘molliconi’ delle mollichine (deve diventare tipo pangrattato), e con quelle ho ricoperto i minicrumbles.
Li ho cotti 15 minuti nel forno ventilato preriscaldato a 180 gradi…..e intanto ne ho preparato altri senza pasta frolla sotto (sono o non sono a dieta!!! eheheh), mischiando mele e banane (il risultato qua sotto), ma sempre ricoperte di crumble.

Credetemi…..troppo buoni!!!!
Si accompagnano – tiepidi – con gelato alla vaniglia, o panna montata.

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