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Millefoglie di patate e zucchine alla crema di Rosa Camuna

Lo so, suona molto fico!! In realtà è un piatto molto più semplice di quanto sembri e probabilmente qualcuno dirà: ma è solo uno sformato!

No signori, non è solo uno sformato…..è proprio la semplicità senza fronzoli di questa preparazione che secondo me lo rende un classico, come il millefoglie!

Cominciamo dall’inizio: Cissva mi ha mandato questi assaggi di formaggio alla faccia del mio colesterolo: la prima cosa che ho fatto è stata ovviamente agguantare il Rosa Camuna e assaggiarlo con una delle mie dolci salsette da accompagnamento, per capire che tipo di ricetta fare. Ha un po’ la consistenza della caciotta ma un sapore leggermente aromatico. Ho quindi pensato di fare un piatto che potesse mangiare anche la Pulce Dentata di 13 mesi.

Per il millefoglie:

8 patate piccole (bio)

3 zucchine grandi (bio)

100 g di Rosa Camuna

sale

pepe

Per la crema:

mezzo bicchiere di latte

un cucchiaio circa di fecola di patate (io ho usato la Colombo)

100 g di Rosa Camuna

pepe

Ho tagliato a fettine non troppo sottili le patate (con la buccia, dopo averle lavate bene: io adoro le patate con la buccia!) e le zucchine, e le ho cotte al vapore ma non troppo: devono rimanere intere e non spappolarsi.

Ho quindi foderato uno stampo da plumcake e ho fatto uno strato di patate (salato e pepato – pochissimo), zucchine (s&p), e rosa camuna in fettine di mezzo cm circa, ripetendo gli strati fino al bordo. L’ultimo strato era di Rosa Camuna.

Ho quindi infornato per circa mezz’ora: la Rosa Camuna sopra diventa una crosticina deliziosa! Non ho messo parmigiano appositamente: non volevo contaminare il sapore di questo formaggio così particolare.

Ho sfornato il tutto e l’ ho rovesciato su un piatto ad intiepidire.

Intanto ho preparato la crema di Rosa Camuna, sciogliendo nel latte il formaggio a pezzi e mescolando continuamente, ed aggiungendo infine un cucchiaio circa di fecola di patate per renderla un po’ più cremosa. Si è amalgamata molto facilmente, e non ha fatto grumi nè si è appiccicata alla pentola!

Ho quindi versato la crema sul millefoglie conservandone un po’ per le porzioni singole: ci siamo leccati i baffi!!!

Incredibile come solo tre ingredienti insieme possono essere così completi!!

Con questa ricetta partecipo al contest indetto da Cucina Semplicemente in collaborazione con CISSVA

Classic, revisited: la tagliata di Bollito al Dolcetto

Diciamoci subito due cose:

1) Forse questa, più che una ricetta, è un suggerimento

2) Io odio il bollito, ma così è veramente buono!!!

La prima affermazione è dovuta al fatto che anche questa ‘ricetta’ partecipa al contest ‘Dolcemente Salato’ nonostante non potrebbe mai vincere: solo per vera vera gratitudine per avermi fatto conoscere i prodotti dell’azienda Mariangela Prunotto che sono uno più buono dell’altro!

La seconda, al fatto che ‘sto bollito, a me, non mi è mai calato, mentre a casa mia si faceva abbastanza spesso perchè piace a mio padre.

Mentre invece, adoro la tagliata.

Quindi ho avuto la seguente illuminazione:

due grossi pezzi di bollito di manzo

carote

patate

sedano

cipolla

prezzemolo

sale

olio

Gelatina

Prezzemolo

Gelatina al Dolcetto Prunotto

Parmigiano q.b.

Ho preparato il classico bollito che cuoce una vita, mettendo insieme tutti gli ingredienti per il brodo e poi la carne. Una volta cotta, invece di presentare il classico e triste pezzo di bollito nel piatto, l’ho presentato come una tagliata, l’ho cosparso di parmigiano grattugiato grosso, e di Gelatina al Dolcetto (precedentemente sciolta nel microonde 30 secondi all’intensità minima).

Lasciatevelo dire, è tutta un’altra cosa! Io me lo sarei finito, e non credevo alle mie papille!!!

Questa ricetta partecipa al contest Dolcemente Salato

Un aperitivo Dolcemente Salato: cremino di salmone e feta su poltroncina di parmigiano

Un pomeriggio comico, è stato, ieri.

Sono settimane che mi scervello per creare chissà cosa per il contest ‘Dolcemente Salato’ di Arricciaspiccia e uno dei prodotti (spettacolari!!!) che l’Azienda Prunotto mi ha mooolto gentilmente inviato, e alla fine ho messo insieme tre ingredienti semplicissimi ma che mi hanno fatto impazzire, insieme!

Ero partita per fare tutt’altro (una ricetta che avevo in mente con il caprino, ma forse farò in tempo a farla), ma la Pulce strepitava e me ne stavano capitando di tutti i colori…l’unica cosa che ero riuscita a fare con calma era il ‘contenitore’ di parmigiano, che era il mio punto fisso per la ricetta…quando mi sono guardata intorno (nel frigo per essere precisi) e ho avuto un’illuminazione!

1 confezione di  affumicato

1 confezione di feta

parmigiano grattugiato q.b.

Gelatina Balsamica Prunotto (si!!! gluten free!!!)

La ricetta è tanto semplice, quanto buona:

Innanzitutto, come dicevamo, ho preparato le basi di parmigiano, sciogliendo un cucchiaio e mezza circa per volta su una crepiera di ghisa. Va sciolto in forma circolare (ci si aiuta con un semplice cucchiaio di legno a dare la forma che si vuole), e quando si è omogeinizzato miracolosamente, si lascia raffreddare poco poco e si toglie delicatamente con una spatola. Sarà ancora malleabile e gli si può dare la forma che si vuole: io ho fatto una sorta di poltroncina, lasciando un lato aperto per far vedere cosa c’era dentro!

Dopodichè, ho messo su un piatto una fetta di salmone, ho tagliato delle fettine di feta tutte dello stesso spessore (circa 0,8 cm) e le ho sistemate tutte sulla fetta di salmone, e ho ricoperto con un’altra fetta di salmone. Ho fatto in modo che aderisse tutto bene schiacciando piano con le mani, e con una formina da biscotto non troppo piccola (io ho usato quello quadrato), e ho tagliato dei piccoli quadratini: il nome viene quindi dalla somiglianza con il mitico cioccolatino ripieno e quadratino!!! :)

Ho adagiato i cremini sulle ‘comode’ poltroncine di parmigiano, ho aggiunto sopra una punta di cucchiaino di gelatina….e MIRACOLO! L’accostamento ha funzionato! Era buonissimo: la gelatina balsamica stempera benissimo il gusto molto salato di feta e salmone, e il particolare del parmigiano da a tutto un tocco aromatico.

Non è finita qui…perchè mentre cercavo di fare una foto decente con mia figlia in braccio (è mai possibile??? No, infatti, non è possibile) lei aveva deciso che non se ne parlava proprio…quindi ho dovuto trovarle un simpatico passatempo per farla stare seduta e distrarla…beh, ho finalmente avuto successo con questo (w il riciclaggio!):

Con questa ricetta partecipo al contest DOLCEMENTE SALATO di Arricciaspiccia

L’ultima ricetta prima del nulla: il Timballo light alla nduja



Questa ricetta è stata creata per due motivi: sfamare la Tito Family (Tito è l’amichetto di yoga prenatale di Pulce) e salutare i carboidrati per un po’, visto che il giorno dopo avrei iniziato una dieta drastica ancora in corso.
Un po’è stata ‘colpa’ del contest  che mi ha fatto venire voglia di un timballo pieno di roba….ma allo stesso tempo leggero. Quindi ho usato:

Per il sugo:
300 g di polpa di pomodoro
Una fetta di nduja (unico ingrediente nn leggero, lo ammetto: la marca MADEO è senza glutine)
Cipolla
Sale

Per il ripieno:
1 melanzana affettata e cotta al vapore
1 uovo sodo sbriciolato
1 piatto di scarola bollita
100 g di petto di prosciutto cotto (io uso rovagnati)
1 mozzarella a tocchetti
Qualche cucchiaio di parmigiano
4 cucchiai di piselli cotti

Il sugo è lo stesso dei Supplì alla nduja, fatti lo stesso giorno: sugo semplicissimo ma usando nel soffritto la fettina di nduja, lasciandola sciogliere completamente.
Con il sugo si condisce il riso, e si aggiunge il parmigiano.
Si fodera poi la teglia con le fette di melanzana, e si ricopre di riso. A metà, si aggiunge uno strato per ingrediente e si richiude con il riso.
Non ho messo uovo per legare xkè ho usato riso per risotti che si è tenuto insieme molto bene. Ho messo in forno per una mezz’oretta finché non si è abbrustolito ben bene sopra. Ovviamente si rigira et voilà, ecco l’effetto della foto in basso!
La particolarità di questi ingredienti è data dalla nduja e dalla scarola, con cui tutto si fa tranne che riempire la pasta: l’effetto sul sapore a me è piaciuto tantissimo…..e mi è parso di capire anche agli ospiti! !! Ovviamente, finito! !! TROPPO PRESTO! ! E adesso chissà quando se ne riparla, di carboidrati?

Il Tempo della Festa: and the winner is…..

Eccoci qua!!

Con grande emozione ho visto partecipare amiche, bloggers, gente sconosciuta….e sono molto felice del risultato!

Sono anche molto contenta di non aver dovuto decidere io (e tra l’altro con grande fatica non mi sono intromessa in nessun modo!!) perchè vista la partecipazione anche multipla di tante persone molto carine avrei avuto davvero difficoltà a premiare solo due ricette….non ce l’avrei proprio fatta. I due giudici (per il primo e il secondo premio) hanno anche stilato una piccola classifica e commentato le loro scelte: spero che questo sia un ‘premio di consolazione’ almeno per qualcuno….!!

PRIMO PREMIO: MIGLIOR RICETTA

Cominciamo con il primo premio, il cui giudice era la temibile Rosalba, mia madre, ‘criticona’ di natura ma grande esperta di cucina tradizionale e non e donna di grande fantasia. Di seguito classifica e commenti.

“A dire il vero, a me sarebbe piaciuto tanto essere uno dei concorrenti del Contest anziché il giudice….e pure,ahimè,il TEMIBILE !!!! Alla fine,me ne sono fatta una ragione e mi sono messa di buzzo buono a leggere le ricette che man mano arrivavano. Qualche volta mi sono presa anche troppo sul serio andando a sottolineare qualcosa che,secondo me,andava modificata!!! Che dire…? Innanzitutto tantissimi complimenti a tutti!!! Già meritereste tutti un premio per il fatto di esservi messi in gioco e di voler dedicare tempo e fatica dietro i fornelli…per accontentare la “Celiaca per amore”.Per non parlare poi di alcune presentazioni veramente deliziose o super elaborate (tipo il sartù partenopeo) che raccontano di piatti preparati con cura e con amore. Man mano che le settimane passavano  ho cominciato ad essere veramente selettiva…e a scartare quelli già “troppo visti” e a concentrarmi sulla originalità del piatto,senza tralasciare,ovviamente,il rapporto fra  gusto e  fattibilità. L’impresa è stata dura….ma alla fine tre delle vostre ricette mi hanno veramente convinto.

3° classificato: Il timballo filante di riso semintegrale,ad esempio, è da considerare abbastanza innovativo…. : sdrammatizza l’idea dello zampone come pietanza grassa bilanciandola con il riso e con la verza….L’idea del formaggio che fila poi…predispone già alla goduria del piatto!!!

2° classificato: I cestini di lasagne….mi hanno fatto innamorare per l’idea carinissima di reinterpretare la lasagna come contenitore…Il timballo è un “contenitore”,e,come tale, deve racchiudere ingredienti saporiti….e che ben si abbinino alla consistenza della pasta senza glutine. Il fatto di usare  ricotta nel ripieno è veramente una scelta vincente.

Il timballo di riso nero….incuriosisce  già dal nome e sinceramente,se lo leggessi su un menù,mi stuzzicherebbe un po’ di più degli altri timballi tradizionali. Anche l’uso dei gamberi,la salsa rosa che trabocca… lo elegge a piatto della festa…Secondo me, racchiude originalità,gusto,fattibilità.

1° classificato: Lo avrete già capito……And the winner is…..: Il timballo di riso nero!!!!

THE WINNER!!!!

Di nuovo tantissimi complimenti a tutti: dimostrate che con la fantasia,la voglia di fare e un po’ di buona volontà i vostri piatti gluten free sono veramente piatti della festa!!!!”

Chiara vince il set di stampini per timballo ‘Il tempo della festa’ di Alessi

SECONDO PREMIO: MIGLIORE PRESENTAZIONE

Qui, per il Giudice, siamo andati su alti livelli :): Michela Mola, titolare di Tenuta Giustiniana è una figura a 360° esperta di qualsiasi tipo di decorazione/presentazione di cibi, fiori, tavoli…..insomma tutto ciò che riguarda gli eventi! Di seguito la sua classifica e i suoi commenti.

“Non potendo assaggiare nulla….il primo approccio è visivo.

3° classificato: La torta di Riso all’italiana sarà pure un timballo a tutti gli effetti ….ma non vogliamo premiare anche l’idea di come servire un piatto? A prima vista pensavo si essere davanti ad un dolce colorato e profumato….poi scopro che è un dolce salato e la mia curiosità nell’assaggiarlo si è raddoppiata!

2° classificato: I crystal Snow….che dire….sembrano quasi delle decorazioni per un elegante albero di Natale!  Splendido il fatto che si compongano di soli 3 ingredienti e appaiano molto veloci da prepare. Un secondo posto ampiamente meritato!

1° classificato: Il fagottino di Maccheroni di grano Saraceno è molto bello come si presenta, con la foglia a chiusura che armonizza tutto. I maccheroncini di grano saraceno solitamente sono una delizia e più originali (sia come colore che come impasto sotto ai dentini) della solita pasta.

Trovo bello il fatto che la ricetta sia un esperimento e molto lodevole aver preparato un piatto così articolato per questa competizione.

Sicuramente la cena a cui è stato servito questo timballo sarà stato un successo :)

THE WINNER!

COMPLIMENTI!!! Ma soprattutto complimenti a tutte voi ottime cuoche….anche un po’ per amore :)”

Paneamoreeceliachia vince il set di stampi ‘Progiotti’ per biscotti Alessi.

TERZO PREMIO: GIURIA POPOLARE

 Nessuna sorpresa qui: la classifica è stata sotto gli occhi di tutti e vi siete ‘battuti’ a colpi di voti degnamente!!

Di seguito la classifica:

3° Classificato: (again) Timballo di Riso Nero

 

2° Classificato: Timballo di Polenta e Coniglio

1° Classificato: Sartù napoletano rivisitato

THE WINNER!!!!

Complimenti ad Almerindo per il suo magnifico sartù e a tutti i suoi amici che lo hanno sostenuto!!!! :)

Almerindo vince il cucchiaio da risotto Alessi.

Ancora grazie grazie a tutti quanti per aver festeggiato con me……e a questo punto attendo con ansia il compleanno dell’anno prossimo!!!!!

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