aprile 2013 archive

Pollo all’orientale (improvvisato)

Allora: non è un caso il generico nome ‘all’orientale’: semplicemente, avevo voglia di roba speziata e avevo del pollo in casa, quindi non ho seguito nessuna ricetta, ma ho messo insieme quello che mi piace.

400 g petto di pollo

Mezzo porro

Mezzo bicchiere di mandorle pelate

Una carota

Un mazzetto di funghi pleus

1 cucchiaio di zenzero

Un cucchiaino di miele

Mezzo bicchiere di salsa Tamari (senza glutine)

Un cucchiaio di cumino

Una punta di cucchiaio di noce moscata

sale

olio

salsa Tamari (GF) – che sarebbe la salsa di soya ma senza glutine

Ho fatto un soffritto con olio zenzero cumino, la carota a julienne e i  porri tagliati sottilmente, dopodichè ho aggiunto i funghi pleus lasciandoli interi (erano piccoli), e ho aggiustato di sale in modo da fare un po’ di acquetta.

Una volta asciugatasi l’acquetta, ho aggiunto le mandorle (ne ho a casa quantità industriale portata da mamma) e il pollo in pezzi e ho fatto rosolare. Ho quindi aggiunto circa mezzo bicchiere di salsa Tamari, e ho cotto il pollo per circa 10 minuti. Ho aggiunto a metà cottura il miele.

Il tutto va cotto finchè non si forma una cremina, sughetto delizioso, e va servito tiepido con riso bianco.

A prova di voglie etniche e veramente veloce ;)!!

wedding dresses

Ritorno a casa: “pani cunzatu” (con grano saraceno)

Ponti a casa (cioè niente viaggi ahimè) e brutto tempo hanno su di me un effetto devastante: mi viene voglia di cucinare! In questi giorni ho fatto e fotografato di tutto e sn certa che non ce la farò mai a postare tutto. Questo però merita.
E’ la prima volta che faccio il pane. Ho sempre pensato che fosse complicato e invece è stato molto semplice e soddisfacente.
Ho seguito la ricetta di Felix e Cappera (enciclopedia della Panificazione senza glutine e nn solo panificazione!!) ma ho voluto fare dei cambiamenti perché volevo fosse un pane di grano saraceno quindi ho messo al posto di una parte del Biaglut la farina di GS della Nutrifree e ho incrociato le dita.

180 g di Mix B o Mix Biaglut per pane
120 g di Glutafin farina per pane
100 g di Pandea farina per pane
100 g di Farina di Grano Saraceno di Nutrifree
liquidi totali: come da indicazioni di Felix e Cappera: 80 g in meno il peso della farina, quindi se in ricetta sono previsti 20 g di olio, sono 400 g di acqua più 20 g di olio.
lievito madre fresco 200 g (o 20 g di lievito)

Ho impastato nel Bimby come al solito, 30 secondi a velocità 2 e un paio di minuti in modalità impasto.
Ho commesso un graaaaaave errore, sottovalutare il potere del lievito madre: ho lasciato a lievitare nel Bimby!!! Sono tornata dalla piscina e sembrava blob che con fare assassino si preparava a distruggere tutto ciò che incontrava.
Ecco il tragicomico momento immortalato per voi con il cellulare:

Vabbè, però sono soddisfazioni considerando che il lievito usato è più anziano di mia figlia e aveva anche passato svariati mesi in freezer (e comunque santa Vale che me lo regalò in gravidanza).
Insomma ha lievitato circa tre ore, raddoppiando di volume.
E’ un impasto umido e appiccicoso, e per usarlo va lavorato sulla spianatoia molto infarinata e aggiungere farina con una spatola finchè nn gli si può dare la forma voluta.
Ho fatto tre pagnotte con questa dose, e le ho cotte sulla piastra del forno coperte da carta forno a massima temperatura (come avevo imparato x i grissini). In circa 20 minuti erano pronte e fragranti! Le ho tirate fuori leggermente dorate, a me il pane piace poco cotto.

PANI CUNZATU
Olio
Sale
Origano
Provola

Ancora caldo, ho tagliato il pane a metà e l’ho condito con olio sale origano e pezzi di provola ragusana (ultima scorta!!!). Di norma ci andrebbero anche pomodori secchi o sarde…a non avevo nessuno dei due e comunque questa versione basica è quella che mi piace di più!
Va conservato in un canovaccio se nn si mangia subito.

Questo pane è croccante fuori e morbido dentro, ma non ho idea di come sia il giorno dopo perchè ahimè non ha visto la luce del giorno dopo!!! Troppo buono!!!!

 

SECONDA VERSIONE DI QUESTO PANE (due giorni dopo)

Ho usato le stesse dosi di farina, ma un po’ meno acqua (350 ml), ha lievitato di meno ma era più manipolabile, e ho potuto fare delle pagnottelle che ho cotto sempre coperte da carta forno. Erano meno ‘crostose’ fuori e ancora più morbide dentro, e compatte, tipo un pane/pizza. Molto buone anche così!

I Grissinoni di Maia che però sono di Vale

La scoperta è piuttosto recente….più o meno da quando sono spuntati i primi due denti alla Pulce (che ora ne ha 4 e sembra un coniglio mannaro): eravamo in visita (scopo spaccio lievito madre) da Vale che aveva appena sfornato questi grissini che fanno parte del suo album dei ricordi: nè io nè la Pulce siamo riuscite a staccarcene, tant’è che ce ne siamo portati a casa un bel po’.

Non sono i classici grissini secchi e croccanti, ma sono fatti con la pasta del pane. Io ho seguito ‘para para’ la ricetta di Vale:

75 g. Biaglut pacco grande
125 g. Glutafin
8 g. sale fino
135 g. lievito madre senza glutine (anche quello ovviamente era di Valenziana provenienza ma aveva fatto un passaggio in freezer)
4 g. zucchero
210 ml acqua
2 cucchiai di olio EVO

Ho messo tutto nel Bimby e ho impastato a velocità 2. In effetti l’impasto è piuttosto appiccicoso ma ho visto di peggio: Vale dice che deve raddoppiare ma il lievito che avevo io forse non era troppo forte (scongelato e ravvivato da poco) e quindi è cresciuto poco.L’ho comunque fatto lievitare circa 3 ore e mezza.

Ho quindi lavorato l’impasto con la farina (ho usato Biaglut) per renderlo più maneggevole e liscio, e non è stato difficile poi allungare dei pezzi e fare questi grissinoni schiacciati.

Ho cotto sulla placca del forno a temperatura massima come da ricetta originale, con carta forno sopra e a coprire e con mia grande sorpresa si sono cotti benissimo! Non li ho fatti dorare molto e sono un po’ palliducci e un po’ più croccanti di quelli assaggiati a casa di Vale, ma il sapore è identico! Caldi caldi e con un po’ di prosciutto crudo, sono un capolavoro :)

Pulce ovviamente ne tiene un pezzo in mano da ieri, leccandolo e sbavandoci sopra e cercando di ammorbidirlo: ma comu ci rissa u surci a nuci, ‘rammi tiempu ca ti spurtusu’!!!

Ossequi, Temibile, per questa ricetta!

E chi l’avrebbe mai detto? Il Pan di Spagna perfetto

E’ incredibile. E’ passato quasi un anno.

Un anno fa ero ancora in giro ignara, con un bellissimo pancione, a fare passeggiate e vasche in piscina, a sonnecchiare sul divano….

Adesso sono di nuovo ‘donna in corriera’, ma anche ‘Supermetrosexualmom‘ come direbbe un caro amico….ebbene si, la Pulce sta per compiere un anno. Fervono i preparativi per una bella giornata all’aperto con un buffet senza glutine, ma soprattutto la mia amichetta Laura sta progettando una delle sue favolose creazioni di pasta di zucchero apposta per lei. Sarà una sorpresa, ma non avendo mai fatto creazioni su un pds senza glutine, mi ha chiesto di farne uno di prova e io mi sono messa alla ricerca.

Consultando la Mater Gastronoma (leggi mia ‘matre’), viene fuori che il suo amico chef Giovanni Galesi fa il pds senza glutine in ogni caso, in quanto la sua ricetta contiene solo maizena e fecola di patate (ovviamente non tutte sono certificate, ricordatevelo), e quindi ho pensato che una ricetta da chef fosse una garanzia. Ho scelto la sua.

100 g di maizena (ho usato Unilever)

100 g di fecola di patate (ho usato Colombo)

6 uova

180 g di zucchero

1 bustina di lievito per dolci (io uso Pedon)

Per una volta, visto che la ricetta del Pds cosa seria è, ho abbandonato il Bimby (anche perchè tra tutte le cose che fa, proprio non riesco a fargli montare gli albumi a ‘sto infame!!!) e sono andata sul procedimento tradizionale e delicato.

Ho quindi montato gli albumi supersodi con le fruste elettriche (a temperatura ambiente e con il consueto pizzico di sale), e separatamente i tuorli con lo zucchero. A questi ultimi ho quindi aggiunto le farine setacciate e ho continuato a montare. Il composto non è molto liquido, è abbastanza sodo. Ho quindi aggiunto, piano piano, a cucchiaiate, gli albumi, mescolando come da tradizione dal basso verso l’alto, finchè questa bella spuma non si è amalgamata per bene.

Ho usato la teglia a cerniera, imburrandola e infarinandola, e ho infornato in forno statico a 180°. La ricetta originale prevede 15 minuti a questa temperatura ma il mio non era ancora cotto però era bello gonfio! Ho deciso di cambiare a ventilato e quindi in tutto ha fatto 15 di statico e 15 di ventilato.

Va lasciato un po’ nel forno finchè non si raffredda, dopodichè si copre con un panno. Come tutti sapete, va farcito il giorno dopo.

Il risultato è, che ve lo dico a fà, PERFETTO. Chi l’avrebbe detto che la ricetta perfetta del pds era senza glutine a prescindere???

Adesso vediamo l’amica Laura cosa ci combina sopra…..vi tengo aggiornati.

TO BE CONTINUED!!

Rifatte senza glutine – Sfincione Palermitano

Eccoci qui….di nuovo al 15 del mese!!! RIFATTE DAY!

Questo appuntamento in particolare era importante per me, sia perchè sono siciliana (anche se lo sfincione non è delle mie parti), sia perchè non mangiavo uno sfincione da quando ero single e facevo Roma Palermo ogni due settimane per andare a trovare la mia amichetta Hellen (adesso anche lei sposata e con due nani!)….lo sfincione e u pani cunzatu mi ricordano proprio dei bei momenti a prendere il fresco sotto l’albero di fico!!!!

 

Ma bando alle ciance: il concetto importante delle Rifatte è uno e uno solo: che tutto si può rifare, facilmente, senza glutine. Questa ricetta è semplicissima sia nell’elaborazione che negli ingredienti, è solo una pizza un po’ ‘cchiù pisantulidda’. Copio di seguito gli ingredienti indicati da Stefania e per la sua elaborazione vi rimando al suo blog:

Per la base
350 gr. di maizena
400 gr. di farina di riso sottilissima (mi raccomando, altrimenti il sapore non è buono!) (io ho usato vital nature)
40 g di lievito di birra
60 gr. di burro (io ho usato quello di soya)
15 gr. di sale
450 gr. di latte
Olio extravergine d’oliva
sale

Per il condimento:
600 gr ca. di pomodoro pelato
300 gr di cipolla
olio extravergine d’oliva
grana (versione blasfema, perché a Palermo si usa pecorino e caciocavallo, in parte grattugiati e in parte a cubetti) (io ho usato provola ragusana fornita da mamma e ricotta salata)
origano
4 filetti di acciughe (facoltative, ma ci stanno benissimo)
50 gr. di pangrattato gf
sale
…io ovviamente, ho impastato tutto nel Bimby ma non con la modalità impasto, bensì a velocità 4….mi trovo molto meglio a impastare la pizza così. Non ho messo le alici, io proprio non le sopporto, ma ho aggiunto la provola e la ricotta salata che hanno effettivamente dato molto sapore.
La sorpresa è stata soprattutto la bontà del giorno dopo, in cui la pasta si era un po’ asciugata ma era rimasta morbida….ci è piaciuto addirittura di più!
Il prossimo appuntamento con le Rifatte è , come sempre, il 15 del mese prossimo!!!
%d blogger cliccano Mi Piace per questo:
WordPress Backup