febbraio 2012 archive

La pasta del maresciallo, revisited: ‘pasta con la verza, la pasta d’acciughe e a muddica’

Non ho moltissimi ricordi di mio nonno (‘Il Maresciallo’ , per l’appunto), ma in un momento imprecisato della mia vita, non ricordo quanti anni avessi di preciso, un giorno a pranzo mio nonno cucinò per me (nella mia memoria questo è successo solo una volta, ma la mia memoria è pessima), e fece la tipica versione veloce della pasta con aglio olio e pasta d’acciughe condita con la ‘muddica’ (il pangrattato) tostata. E disse: questa è la pasta più veloce e più buona che tu possa mangiare. E io ancora questa pasta la adoro!
Stavolta però, cercando una ricetta con la verza (di cui mi volevo liberare prima che si suicidasse) ho trovato un accostamento con l’acciuga e ho detto: proviamo così!

3/4 verza
un cucchiaio e mezzo di pasta d’acciughe
circa 8 cucchiai di pangrattato (io ho usato quello della Nutrifree)
olio
aglio
sale (poco, la pasta d’acciughe è molto saporita)

Ho cotto la verza a vapore (al microonde) in modo che fosse cotta ma asciutta, e l’ho fatta a pezzi piccolissimi. Ho quindi scaldato olio e aglio in una padella, e ho sciolto un cucchiaio di pasta d’acciughe, dopodichè vi ho ammorbidito e insaporito la verza schiacciandola finchè non è diventata una crema.
Separatamente, ho scaldato un po’ di olio in una padella più piccola, ho rifatto la stessa operazione con il cucchiaino di pasta di acciughe, e ho tostato il pangrattato a fuoco bassissimo mescolando sempre sia per evitare di bruciarlo (è ‘n’attimo’, come si dice da queste parti!) sia per fargli prendere il sapore delle acciughe.
La pasta….quando faccio queste paste molto verdurose, che io adoro, mi piace usare la pasta al riso semigreggio di Piaceri Mediterranei, che io letteralmente adoro perchè ha quell’apparenza un po’integrale e un sapore bello rustico….quindi ho usato quella!
Ho quindi ripassato la pasta nella crema di verza, e ho condito con il pangrattato del Maresciallo (il nonno).
Truoppu bbona!!!!

Con questa ricetta partecipo all’iniziativa di InstamammeRicette che fanno casa‘!!!!

Primark online

Chinese night @ Ciriaco’s: ravioli al vapore!

Ricetta cinese senza glutine
Questa è la seconda Chinese Night al ristorante ‘Ciriaco’s’ (ovvero casa nostra quando abbiamo voglia di ‘farlo strano’), la prima serata la trovate qui.
Come fare felice un marito celiaco che non va al ristorante cinese da 10 anni? Era ora di farli, ‘sti ravioli al vapore, diciamocelo.
Ancora una volta, la ‘colpa’ è della Parodi e del mio zapping: ho visto solo la fine della sua ricetta ma, ovviamente, ’400 g di farina’ per chi cucina senza glutine vuol dire tutto e niente….quindi mi sono consultata con la Guru Olga sul mix da utilizzare. Alla fine ho usato:
LA PASTA
300 g di farina di riso
300 g di amido di mais
100 g di fecola di patate
10 g di xantano
circa 400 ml di acqua
Le dosi sono un po’ orientative perchè avevo iniziato (come d’accordo con Olga) con 250+250+100 ma poi ho messo troppa acqua nel Bimby e quindi ho fatto un po’ di caciara…per cui la raccomandazione è di IMPASTARE A MANO! L’impasto dev’essere liscio e morbido e si deve poter lavorare bene senza appiccicare. Con questo impasto sono venuti 25 ravioli (la metà li ho surgelati per eventuali crisi di astinenza :-P)
IL RIPIENO
300 g di macinato di maiale
1 porro grande
5 foglie di verza
Zenzero fresco
Salsa di soya Tamari(GF)
Questo si, che (una volta sbollentati porro e verza) l’ho frullato tutto nel Bimby! Ho poi salato e condito con un cucchiaio di salsa di soya.
A questo punto, mi sono armata di pazienza (e vi assicuro che ne ho pochissima) e ho cominciato a fare delle palline che ho appiattito. Ho messo il ripieno al centro, e ho chiuso il raviolo da sopra (dopo averne mandati al diavolo circa 10 che ho tentato di chiudere di lato): molto più comodi e in fondo altrettanto carini, considerando che questa pasta si rompe molto facilmente.
LA COTTURA
Per la cottura al vapore, ho utilizzato il microonde: piatto pieno d’acqua + griglia su cui ho adagiato delle foglie di verza, sopra le quali ho poggiato i ravioli, e poi ho coperto con la campana. La pasta era piuttosto spessa quindi li ho cotti per 20 minuti.
LA SALSA
La salsa l’ho fatta scaldando due minuti in padella quello che avevo in casa, fondamentalmente, seguendo quanto potevo la ricetta Parodiana:
1 cucchiaio di miele
4 cucchiai di salsa tamari
Uno spicchio di aglio
Un pezzettino di zenzero
1 cucchiaio di aceto di mele
I suddetti ravioli sono quindi stati serviti conditi da questa deliziosa salsetta.
La gioia del Ciriaco è stata immensa (gli avevo detto che c’era una sorpresa per cena!), ma la soddisfazione principale rimane la mia: il sapore era veramente il suo!! Sulla consistenza (se l’impasto si fa troppo sottile tende a rompersi) e sulla salsa (a me piace più quella rossa agrodolce), ci si può ancora lavorare :D

Rifatte senza glutine: calamari ripieni su letto di zucchine (travestiti da totani ripieni su un letto di fagioli)

Le Rifatte Senza Glutine tornano, puntuali, anche questo mese: chiunque può partecipare (anche chi non è celiaco) e dimostrare che tutto si può RIFARE IN VERSIONE GLUTEN FREE! L’appuntamento è il 15 di ogni mese, e questo mese la ricetta è  quella proposta da Anna: I TOTANI RIPIENI SU LETTO DI FAGIOLI

La verità è quest’appuntamento delle Rifatte con i Totani mi ha messo un’ansia pazzesca…in genere maneggiare pesce molluschi et simili non mi ha mai fatto impazzire (infatti li mangio solo al ristorante!)….in realtà non è stato assolutamente fastidioso, anzi, con la mitiga siringa (rigorosamente cinese) non si sono neanche rotti!

Considerando che è carnevale, ho usato i calamari invece dei totani (suvvia non ve ne sareste neanche accorti), le zucchine invece dei fagioli (non entro nei dettagli spiegandovi il motivo, per stavolta), e li ho cotti in bianco.  Insomma, i Totani di Anna si sono travestiti da qualcos’altro!!! :D Scatenerò l’ira del TEMIBILE comitato organizzatore ma so che mi perdoneranno eheheheeh!!!!!

16 calamari surgelati
1 uovo
4 scatolette di tonno al naturale
50 g di pangrattato (a occhio e croce)
30 g di parmigiano (che non c’era nella ricetta di Anna)
sale
pepe
1/2 bicchiere di vino bianco
cipolle
2 cucchiai di panna di soya

Ho OVVIAMENTE scongelato i calamari.  Per dare un sapore cipolloso al tutto invece di bollire i ciuffetti gli ho dato una ripassatina in padella velocemente con olio e cipolle, e poi ho frullato il tutto con tonno e uovo. Per asciugare il composto (cremoso), ho aggiunto parmigiano e pangrattato finchè la consistenza non ha raggiunto la densità giusta. Ho salato e pepato.
Ho quindi riempito i calamari con la siringa, li ho chiusi con gli stuzzicadenti (non proprio ma anche qui vi evito il racconto dell’incidente domestico!), e ho preparato un soffrittino di cipolla.
Ho quindi adagiato i calamari, che ho fatto imbiancare da un lato e dall’altro, ho poi aggiunto mezzo bicchiere di vino bianco e ho coperto e cotto per 15 minuti.

Con il RIPIENO rimasto, come suggerito da Anna, ho fatto piccole polpettine cotte al microonde con cui ho fatto due piccoli spiedini :-P

Ho servito il tutto sul letto di zucchine travestite da fagioli e…..devo dire che sono veramente un piatto della domenica!! Solo che oggi (giorno in cui li ho cucinati) è venerdi e dovrebbe nevicare a Roma: insomma, piatto consolatorio!

La ricetta del prossimo mese, per cui l’appuntamento è il 15 Marzo è L’Arrosto alla Panna del Blog La Cassata Celiaca , altro piatto ‘della domenica’: colgo l’occasione (e stavolta insisterò) per invitare a provare questa ricetta e a partecipare alle Rifatte tutte le mie amiche che amano cucinare e che almeno una volta hanno cucinato una piatto senza glutine o che prima o poi si troveranno a farlo: anche se non avete un blog, si può partecipare!!!

Banana Bread con grano saraceno

Chi mi conosce sa che amo i dolci alla banana (ci sono svariati dolci alla banana in questo blog), e che il banana bread è praticamente il mio preferito!  Qualche settimana fa ho visto la versione del Cavoletto di Bruxelles e mi è venuta un’idea: perchè non farlo con il grano saraceno invece della farina integrale? In genere ha lo stesso effetto. E quindi l’ho provato, e l’ho fatto. E poi l’ho rifatto. Viene benissimo, e credo che grazie a questa ricetta ho trovato quella definitiva del mio banana bread preferito!

3 banane grandi
240 g di mix per dolci lievitati
100 g di farina di grano saraceno
120 g di zucchero di canna
2 uova
100 g di burro di soya
1 cucchiaino di cannella
1 cucchiaino di lievito per dolci
un pizzico di sale e uno di bicarbonato

Come da mia procedura standard :), via tutto dentro il Bimby a velocità 4 per circa 30 secondi (così rimangono anche le banane a pezzetti!). Ho poi usato lo stampo del plum cake e ho cotto per 50 minuti a 180°.

E’ veramente buono a colazione, merenda e quando ve pare: a casa nostra non dura neanche 24 ore, ed è usanza ricoprire la fetta di nutella o di crema Novi (Dio la benedica): la morte sua!

Creeeeescere, non significa mettere chili!

Pingu & Frankenstice by sciabby
Pingu & Frankenstice, a photo by sciabby on Flickr.

Comincio con la celebre frase dell’altrettanto celebre Zuddu (professore di matematica al Liceo), rimpiangendo il fatto di non poter rendere l’intonazione zuddialettale che rimbombava nei corridoi a cavallo tra gli anni 80 e gli anni 90.
E’ entrata negli annali, ma era pura saggezza.
La cosa curiosa è che mi è tornata in mente in questi due giorni di neve a Roma.
La città era bloccata, le polemiche si sprecavano, la gente imprecava…..e io ero felice.
Felice e senza pensieri. Come una bambina.
Quello che contava per me era proprio che tutti, all’improvviso, si dovessero fermare per forza, prendersi una pausa dal loro delirio quotidiano.
Sono veramente molto pochi i momenti nella vita in cui possiamo stare VERAMENTE FERMI, e molto spesso ne abbiamo paura.
La mattina del 4 febbraio è stata incredibile: ci siamo svegliati con il silenzio che ho ‘sentito’ solo in montagna, abbiamo fatto una lenta colazione insieme (e chi conosce mio marito sa che questo succede solo in vacanza), e siamo andati a fare una passeggiata. Io ero felice come una bambina, e non è che io non abbia mai visto la neve (anzi, ho una famiglia che va tutti gli anni 2 settimane sulle dolomiti da ormai 25 anni)….era proprio questa sensazione che il mondo si fosse fermato a respirare.
La mia emozione si rifletteva anche sui sorrisi e le risate di tutta la gente scesa in strada a tirarsi palle di neve e nelle espressioni dei bambini urlanti mentre scivolavano su qualsiasi cosa anche per 30 centimetri…insomma, sembrava di essere in un film onirico.
Tutti siamo tornati bambini, almeno per un attimo.
Capita così poche volte nella vita…..spero che vi siate goduti il momento anche voi..

Ecco le foto scattate sotto casa

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