novembre 2010 archive

Un sabato mattina, un libro

                                                                                                                                                                                 foto libro relax

foto libro relax
uncomfortable reading
Inserito originariamente da sciabby
Non capitava da un po’ di fermarmi il sabato mattina.
Di solito è la giornata in cui ‘stacco la spina’ ma in realtà faccio molte più cose che in una settimana intera.
Questa mattina invece, una combinazione di fattori atmosferici (pioggia a dirotto), fisici (mal di pancia) e umorali (‘ma chi me la fa fare a sbattermi?’) mi ha regalato due orette piene di sentimento.
Non mi commuovevo così dai tempi di ‘The catcher in the Rye’ di Salinger (il protagonista ricorda un po’ Holden, in effetti), mi sono scese addirittura le lacrimucce un paio di volte…
…e la sorpresa non è che io sia una piagnona (perchè lo sono), è che mi sono commossa per un libro di Ammaniti.
Cioè, il visionario Ammaniti! Quello che non resiste un capitolo senza che succeda qualche omicidio assurdo-comico!!
Avrete capito che stamattina, allungando la mano da sotto il piumone esponendo meno pelle possibile al freddo, ho trovato “Io e te” del mio amato Niccolò.
Aspettandomi niente (avevo letto velocissimamente le poche righe di presentazione comprandolo di corsa insieme ad altri tre libri), ho invece trovato un personaggio incredibile che mi ricorda allo stesso la parte + recondita di me stessa, un po’ di mio fratello, un po’ del mio compagno, e un po’ di quello che a volte vorremmo essere tutti noi quando fuori c’è qualcosa che non vorremmo affrontare.
La storia è breve, ma intensissima.
Nel mio caso ha toccato dei tasti molto sensibili – ognuno ha i suoi-….ma in poche pagine mi ha veramente smosso qualcosa dentro.
Questa non è una recensione, non sarei in grado di farne una (e poi Ammaniti non ha certo bisogno della mia opinione)…è solo un tentativo di fermare con le parole una sensazione che non provavo da tempo…quella di aver trovato in un libro non una storia, ma un’emozione vera.
shoes

Le mie fotofissazioni parte 3: le mani

                                                                                                                                                        foto mani pianoforte

foto mani pianoforte
softly
Inserito originariamente da sciabby
Ci si metteva spesso a ridere quando, tra amici (una volta, quando eravamo giovani), si discuteva su ‘qual’è la prima cosa che guardi in un uomo/una donna’.
Sguardi che si accendevano all’improvviso, sottotitoli che dicevano “le peggio cose”, frasi iniziate e mozzate subito (il c no le t no asp) per poi svanire sottovoce, con gli occhi pieni di ipocrita tenerezza, in un banale: gli occhi.
O le mani.
Ma per favore!
Ognuno guardasse quello che vuole.
Io, però, sto in fissa con le mani davvero. Raccontano storie, vivono di vita propria.
Se qualcuno per esempio provasse a fotografare le mie, verrebbero fuori sempre foto mosse. Non solo parlano al posto mio, a volte pensano anche…come quella volta che hanno messo il telecomando in lavatrice, o la crema per le mani al posto del dentifricio. Ok, forse pensare è una parola grossa, diciamo che agiscono d’istinto (suicida).
Comunque, visto che le mie si muovono sempre, fotografo quelle degli altri……le osservo, mentre si rilassano, mentre lavorano, in un momento di gioia e un altro di tensione.
E comunicano così tanto, che non è neanche necessario alzare lo sguardo e vedere a chi appartengono.
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