luglio 2010 archive

Team building: Quello che le facce non dicono


foto team building mani

Reduce da una impegnativa giornata ‘campagnola’, non riesco a smettere – da qualche ora – di fare le mie riflessioni sulla diversità umana.
Da sempre osservo le persone…mi piace osservare chi conosco ma anche gente che non ho mai visto, e mi incuriosisce molto vedere i diversi comportamenti nelle stesse situazioni. Insomma, nella mia testa c’è una specie di zoo mentale in cui metto in una gabbia praticamente tutti :)
Oggi è stata una bella giornata al mio zoo!!!!
Il team building è stato veramente divertente, ma mi ha sorpreso come dei semplici giochi possano tirar fuori dalle persone le loro caratteristiche in modo molto chiaro. Certo, lo so che è stato inventato per questo, ma sono rimasta davvero impressionata da come nel giro di pochi minuti ogni persona si comportava nel gioco ESATTAMENTE come mi sarei aspettata nella vita (in questo caso lavorativa) di tutti i giorni, in cui ho imparato a conoscerla. Ho visto colpi di genio, improvvisazioni, fiducia negli altri e totale individualismo, menefreghismo o voglia di primeggiare, confusione o organizzazione….
….ma dove finisce il gioco e comincia la realtà, quella in cui dobbiamo guardare in faccia queste caratteristiche e iniziare DAVVERO a migliorarle?

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L’ultimo giorno di scuola

foto tuffo libertà

foto tuffo libertà
Fearless
Inserito originariamente da sciabby

Mi sento come se mancassero pochi giorni alla fine della scuola.
Lo so, lo so che ho 37 anni suonati e che il suono dell’ultima campanella è ormai un lontano ricordo….
Ma come può non essere inciso nella mia memoria il momento del primo bagno dopo la fine della scuola?
La sensazione di essere finalmente libera e figlia dell’elemento acqua?
(Apro parentesi : finalmente ‘de che’, visto che dopo tre mesi ricominciava l’inferno e libera ‘de che’ visto che dopo anni e anni non solo gli esami non finiscono fai ma io sono sotto la lente d’ingrandimento ogni fine mese? Chiudo parentesi)
Acqua fresca, limpida, che mi ricorda tanto quando ero senza pensieri (ecco si…giusto nel ventre di mia madre, o forse neanche lì?)…..
Niente, neanche se mi sforzo riesco ad essere poetica oggi, sono troppo stressata. Meglio fare della sana ironia!!!!
E allora, che l’obiettivo di questo mese si raggiunga o meno, non vedo l’ora di tuffarmi! Cambierà solo la spontaneità della cosa….(lo farò da sola o sarà per via del calcio in xxxx che mi darà il mio capo a fine mese?)
Attendo fiduciosa.

Paura di volare

foto volo uccello

foto volo uccello
quietly taking off
Inserito originariamente da sciabby

Sto leggendo un libro sulla paura di volare.
No, non quel romanzo semi rosa famoso….ma un libro che parla del perchè si ha paura di prendere l’aereo.
Nella mia vita ho preso tantissimi arei e nel mio periodo (come direbbe un mio amico) ‘metrosexual’ sono arrivata a prenderne anche 60 all’anno. C’è chi ne prende molti di più, è vero, ma per me erano tanti. Era stressante ma amavo volare, amavo il mio lavoro, amavo stare ‘tra le nuvole’ e mi godevo ogni momento del volo.
Da qualche tempo a questa parte qualcosa è cambiato, e non mi so spiegare come da quella che ero sono diventata ‘quella che se può preferisce prendere il treno’, ‘quella che preferisce sedersi dal lato corridoio’ (e dire che il finestrino era il mio posto preferito)…quella a cui io stessa avrei detto ‘ti stai facendo vecchia, bella!’.
Scopro invece (ma ne avevo un vago sentore), che ‘la paura di volare è nella testa, non sull’aereo’.
La verità è che dietro quest’ansia se ne nascondono altre, e che è più facile -secondo l’autore – concentrarle su un terreno circoscritto che affrontare le vere grandi paure della nostra vita.
Il libro è ben fatto, non so quanto possa funzionare su gente che -al contrario di me – su un aereo comunque non ci mette mai piede, e comunque preferisco pensare che la mia paura di volare dipende, in fondo, da una cosa bellissima: la consapevolezza di essere felice, e la paura di non esserlo più.

Nota: il libro è ‘Mai più paura di volare’ di Luca Evangelisti

Le mie fotofissazioni parte 1 : le finestre

foto finestra riflesso

foto finestra riflesso
windows in a window
Inserito originariamente da sciabby

Quando sto per scattare una foto, l’impulso parte da qualcosa che vedo, ma la foto viene scattata solo nel momento in cui vedo la mia ‘interpretazione’ in testa, e ne ho deciso già il titolo.
Già, io dò un titolo a tutte le mie foto, prima di scattarle.
Sono matta? Forse.
Io preferisco pensare che la foto senza il titolo è solo di chi la guarda, mentre la mia interpretazione sia grafica che in parole fa in modo da condividere il mio punto di vista con gli altri. Ovvero: vedi la stessa cosa che vedo io?
Comunque, dopo qualche anno comincio ad avere delle fissazioni sulle foto che mi ‘scappano’ dalla macchina fotografica.
Una di queste fotofissazioni sono le finestre!
Forse perchè sin da piccola, in Sicilia, la donna ‘schiffarata’* e ‘curtigghiara’ **alla finestra è sempre stata una figura ‘mitologica’.
Forse perchè nei disegni dei bambini le case sembrano delle facce e le finestre sono gli occhi.
Forse perchè paese che vai, finestre che trovi…
Forse nascondono e allo stesso tempo -se aperte- svelano qualcosa.
O, semplicemente, sono un po’ guardona e un po’ SCHIFFARATA anche io. Chissà! :)

* ‘che non ha niente da fare’
** ‘pettegola’

Orario d’ufficio

foto sonno marocco

foto carro piedi sonno marocco
il carro con i piedi
Inserito originariamente da sciabby

Cosa ci faccio in ufficio alle 8.30 del mattino (in realtà arrivata mezz’ora fa)?
Già.
Io di solito a quest’ora sono in piena fase REM. Da sempre, io non ingrano prima delle 10…quindi è totalmente inutile alzarmi presto e andare in ufficio quando ci vanno tutti gli altri. L’importante è essere produttivi!
Ma stamattina no!
Stamattina mi sono alzata all’alba. Costretta, ovviamente. Dovevo prendere un treno che è risultato un treno fantasma (ovvero, confermato da Trenitalia e cancellato una volta arrivata in stazione).
Stamattina ho avuto l’ebbrezza, in quasi 3 anni in questa azienda, di digitare il codice dell’allarme ed entrare in un ufficio a me sconosciuto: buio, silenzioso, vergine di stress.
Dicono che a quest’ora si lavori bene…ma sapete che vi dico? Quasi quasi mi faccio una pennica in sala riunioni….

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